"La provincia di Sondrio"

18 Luglio 2020

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Andata e RItorno - Il primo libro di Paola Fendoni

Intervista a Paola Fendoni del 22 luglio 2020

In questa video intervista Paola ci parla della sua storia narrata nel libro Andata e Ritorno, di come gli eventi hanno influenzato la sua vita e plasmato la donna che è adesso.

E alla fine anche qualche domanda un pò impertinente sulla sua vita personale :)

Intervista a Paola Fendoni - 22 Febbraio 2020

La mia intervista durante l'evento "Decidi ora di essere felice" del 22 febbraio in cui parlo di ipnosi e del mio nuovo libro "Andata e Ritorno"


Operazione chirurgica al cervello: paziente ipnotizzato, niente anestesia

A Legnano l’intervento su un 69enne per un ematoma

di Giovanna Maria Fagnani


«Ho rivissuto i miei inverni da bambino, con gli amici. Ci tiravamo le palle di neve senza guanti, finché, dal gelo, non sentivamo più le mani. Ho sentito la voce del dottore che mi diceva che sarebbe successa la stessa cosa alla mia testa. E così, mentre mi operavano, ho sentito i rumori dei ferri, ho sentito l’acqua che scorreva dentro la testa, ma non ho avvertito dolore, se non un attimo, come l’anestesia dal dentista».

Piero De Bernardi, 69 anni, meccanico in pensione, fino a mercoledì scorso non riusciva più a muovere la gamba e il braccio sinistro, a causa di una paresi, provocata da un ematoma nel lato destro del cranio. Ieri, invece, camminava tranquillo fra i corridoi del reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Legnano. Niente stress da intervento, nessuna anestesia da smaltire. Piero è stato il primo paziente del nosocomio ad essere operato sotto ipnosi, anziché sotto anestesia. In Italia sono rarissimi i casi di utilizzo di questa tecnica in neurochirurgia: al momento esistono solo tre pubblicazioni.

A indurre il paziente nello stato di trance è stato Andrea Cividini, 37 anni, neurochirurgo in servizio a Legnano, che si sta diplomando al «Centro italiano ipnosi clinico sperimentale» di Torino. Mentre Cividini faceva le veci dell’anestesista (presente, in via precauzionale), il primario Roberto Stefini eseguiva l’aspirazione dell’ematoma. «Quando il collega mi ha parlato della sua intenzione di studiare l’ipnosi, ero scettico. Oggi non lo sono più. Grazie a questo metodo, al paziente non sono state somministrate terapie anestetiche o antidolorifiche. Pensiamo di ripeterne l’utilizzo, nei pazienti idonei», sottolinea il primario. Per capire se Piero lo fosse, Cividini gli ha fatto tre sedute propedeutiche. «Per vedere se andava in trance e per verificare con l’encefalogramma se il cervello sviluppava le onde dell’ipnosi», spiega l’ipnologo.

Durante l’intervento, Piero ha mostrato fastidio solo nel momento della separazione fra pelle e ossa. A quel punto il primario ha optato per una piccola anestesia locale. «Ho cominciato a studiare l’ipnosi dopo aver letto alcuni scritti di Carl Gustav Jung — racconta Cividini —. Il fascino di questo stato fisiologico è che si spegne la mente conscia e tutto dipende da quella inconscia. Quello che ho fatto con il paziente è stato riportarlo a quel luogo sicuro e di benessere che ognuno di noi ha dentro di sé. Un ricordo in grado di fargli sviluppare la capacità di non sentire dolore».

Al risveglio, Piero era sereno. «Il dottore mi ha tenuto la mano. È stato il mio angelo custode. Ora posso andare a casa. A settembre devo accompagnare mia figlia all’altare», racconta commosso, accanto alla moglie, Piera. La coppia vive a Buscate. Piero, appassionato cicloamatore, il 14 giugno scorso fa una brutta caduta. Pensa di essersela cavata con un po’ di escoriazioni. Invece, la settimana scorsa, al mare a Cesenatico, accusa persistenti mal di testa. Tornati a casa, un giorno, Piera lo trova a terra: le gambe non rispondono più. A Legnano scoprono l’ematoma e gli parlano dell’ipnosi. «Ho due figlie, Monica e poi Chiara, che fa l’ostetrica e lei mi ha detto: “prova, papà”. E io mi sono fatto forza, anche se avevo paura». Ieri il dottor Cividini schivava i complimenti: «Ma no, il merito è soprattutto del paziente».

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A Torino arriva il parto con lʼipnosi, il metodo indolore che ha conquistato Meghan e Kate

Anche in Italia si diffonde la tecnica che ha conquistato la casa reale inglese, ma i medici avvertono: "Non ha nulla a che fare con gli spettacoli televisivi"

Partorire come Meghan Markle e Kate Middleton sarà possibile anche in Italia. All'ospedale Mauriziano di Torino arriverà il prossimo autunno la tecnica dell'ipnosi medica, tanto amata oltre Manica. Un'alternativa all'epidurale che permetterà, senza l'uso di farmaci, un approccio dolce al parto. "L'ipnosi medica non ha nulla a che vedere con certi spettacoli che ci somministra la televisione - avvertono dall'azienda sanitaria - E' una metodica basata su respiro e rilassamento che aiuta la donna a raggiungere un maggiore autocontrollo".

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SUBCONSCIO

Il nostro subconscio non è soggetto alle comuni leggi del tempo. Gli eventi accaduti in un lontano passato possono ancora toccarci con piena forza. Le vecchie ferite influenzano i nostri umori, il nostro comportamento come se ci fossero state inflitte ieri, e qualche volta il loro potere persino aumenta con il passare del tempo.

Ma siccome la mente profonda non è soggetta alle comuni condizioni spazio-temporali, gli eventi del passato possono essere riscritti e riformulati. Causa ed effetto non sono legati in modo da non poterli più districare : è possibile sciogliere i traumi e capovolgere gli effetti dannosi, si può ottenere una guarigione profonda, perfino a grande distanza e addirittura dopo molti anni di dolore, sofferenze e ferite. I nostri timori, i nostri problemi sono spesso legati a eventi già accaduti precedentemente nella nostra vita a volte in tempi molto lontani, e poiché li abbiamo dimenticati li proiettiamo nel futuro . Ciò di cui abbiamo paura in realtà è già finito, passato. Tutto ciò che dobbiamo fare è di ricordarci, tornare al passato per poi riequilibrare.

Seduta di ipnosi su una donna di 60 anni

Una donna di 60 anni vuole fare una seduta e come sempre stabiliamo insieme le domande da porre alla sua anima. Come ormai sapete è questo il nostro metodo. Non ci imponiamo ma mettiamo tutto nelle mani della parte saggia : l'anima della persona. In realtà non lavoriamo con la mente ma con l'anima. Ecco perché preferisco chiamarla NON-Ipnosi.

Durante il dialogo iniziale mi chiede però cosa ne penso dei sogni perché lei sogna continuamente di un parto. Le spiego la la mia opinione cioè che secondo me i sogni ricorrenti vanno ascoltati perché spesso è l'anima che vuole attirare l'attenzione su qualcosa. Inoltre mi comunica che lei non piange mai, ha fatto anche diverse terapie ma niente lacrime. Quindi, una volta stabilite le domande iniziamo. Ma siccome, come ho già detto sopra mettiamo tutto nelle mani dell'anima che possiede una saggezza superiore la seduta prende subito un'altra direzione di quella che avevamo stabilito. Infatti si sente subito nell'utero al momento di nascere. Ma sorprendentemente si vede da fuori mentre nasce. Si vede nascere. Le chiedo “cosa fai?” Lei sente il forte impulso di accogliere quella bambina con un abbraccio di benvenuto nel mondo. Io le dico “ sono ormai 60 anni che la bambina stava aspettando questo abbraccio". La prende in braccio e non riesce a trattenere le emozioni. Le lacrime scorrono. Lei dice spontaneamente una frase molto significativa: “ora sono io la tua mamma”. Passa i prossimi 15 minuti solo vivendo questo abbraccio e lo descrive con le seguenti parole: “non ho mai conosciuto un abbraccio del genere, quanto amore, quanta pace quanta bellezza indescrivibile". Sono certamente dei momenti che cambiano il suo futuro perché finalmente ha accolto se stessa e da subito si ama proprio perché ha appena conosciuto e vissuto quel profondo amore. Più tardi le dico di mettere, sempre tenendo in braccio ancora la se stessa neonata, un'altra se stessa vicino a se. Se stessa di 3-4 o 5 anni. Me la descrive ma non si guardano. La bambina di 5 anni guarda nel vuoto, e anche l'adulta non sente nessun tipo di emozione nei suoi confronti. Allora chiedo all'adulta di ripetere delle frasi che le avrei suggerito. Erano delle frasi che avevano come conseguenza l'accettazione dei propri genitori. L'accettazione senza condizione. L'accettazione dei genitori e non dei loro difetti. Per esperienza chi non accetta i genitori dovrà riempire questo vuoto con azioni sostitutive ma non raggiungerà la vera pace. Ebbene dopo che aveva pronunciato le frasi suggerite da me le chiedo cosa succede, vedendo un sorriso sul suo viso. Mi dice che ora la bambina più grande le sorride e le è venuta in braccio e col suo sorriso le dice: “ben fatto”. Ora istantaneamente sente lo stesso amore anche verso questa bambina e sente lo stesso legame profondo. Vuole restare ancora 15 minuti circa a vivere questa sensazione di profondo amore a lei finora sconosciuto. Sente che è tutto ciò che aveva bisogno oggi. Ed è tanto. Il risvolto fantastico di questa seduta è che da ora si trova al di sopra di tanti di quelli che considerava problemi ed ostacoli insormontabili e affronta le cose di tutti i giorni con questa nuova consapevolezza che prende il posto del vecchio programma privo di vero amore, soprattutto verso se stessa. In conclusione è stato il gesto di accogliere se stessa che ha risvegliato il lei l'amore, la vera vita. Che le ha cambiato la vita. Dopo 60 anni.

Il me stesso bambino

Quando conduciamo delle sedute spirituali non abbiamo limiti di tempo e spazio. Ecco cosa potremmo facilmente fare e che ha un impatto profondo sulle persone.

Mentre osservavo il me stesso bambino ero commosso da quello che cercava di capire e mi chiesi

Come poteva comprendere concetti così complicati per la sua età. In quel momento, mentre lo guardavo, mi innamorai di quel ragazzino; nell’istante nel quale provai quell’emozione, sentii una connessione tra quel punto del tempo e il mio presente. Ebbi la forte consapevolezza che ciò che stavo facendo allora e ciò che facevo nel presente stavano accadendo simultaneamente, e che quei due istanti erano connessi in modo significativo. In una frazione di secondo, l’amore che provavo per lui, in quanto mio sé presente, attrasse quel bambino nel futuro che stavo vivendo in quel momento. Poi la situazione divenne ancora più strana. Quella scena scomparve e l’orologio riapparve. Mi resi conto che le sue lancette potevano muoversi anche in avanti. Pieno di meraviglia e senza alcuna paura, osservai l’orologio avanzare nel tempo. In un istante, mi ritrovai a piedi nudi nel mio cortile di Washington, al freddo della notte. È difficile spiegare che ora fosse perché era la stessa notte in cui ero nel soggiorno, ma il me stesso che era fuori era il mio io del futuro in quel presente. Anche qui le parole non rendono l’idea: l’unico modo in cui riesco a spiegare quest’esperienza è dicendo che la personalità futura chiamata Joe Dispenza era cambiata immediatamente. Ero molto più evoluto e mi sentivo euforico.

Ero molto consapevole, o forse dovrei dire SONO molto consapevole. Con “consapevole” intendo super cosciente, come se i miei sensi fossero potenziati del 100 per cento. Tutto ciò che vedevo, toccavo, provavo, odoravo, gustavo e ascoltavo era amplificato. I miei sensi erano così affinati che riuscivo a prestare attenzione a tutto ciò che mi circondava. Dal momento che la mia consapevolezza era aumentata drasticamente, era aumentata anche la mia coscienza e quindi la mia energia. Sentirmi così pieno di quest’energia intensa mi induceva a essere più cosciente di ciò che percepisco simultaneamente.

Posso descrivere questa sensazione solo come energia costante salda e altamente organizzata. Non era come le emozioni chimiche che normalmente proviamo in quanto esseri umani. In quel momento sapevo di non essere in grado di sentire le normali emozioni umane. Le avevo superate. Provavo comunque amore, benché fosse una forma evoluta di amore non chimico ma elettrico. Mi sembrava quasi di andare a fuoco. Ero in una forma incredibilmente pura di gioia. Inoltre stavo camminando nel mio cortile in pieno inverno senza scarpe né giubbotto, eppure ero così consapevole della sensazione di freddo da trovarla gradevole. Non sapevo quanto fosse freddo il terreno sotto i miei piedi, ma ero contento di sentire l’erba ghiacciata e avvertivo una forte connessione sia con la sensazione sia con l’erba. Capivo che se avessi i tipici pensieri sul freddo, avrei finito di creare un senso di polarità, dividendo l’energia che stavo percependo dentro il mio corpo e che era molto piu grande delle condizioni dell’ambiente circostante (il freddo). Di conseguenza, accettai il freddo con entusiasmo. In effetti, era così piacevole che non volevo che finisse quel momento. Camminavo nei panni di questa versione potenziata di me stesso, sentendomi forte e calmo, ma pieno di amore per la vita. Attraversando il giardino arrivai alle colonne di basalto; adoravo camminare a piedi nudi su quelle grosse pietre. Poi mi avvicinai a una fontana che avevo costruito, e sorrisi al ricordo di me e di mio fratello che creavamo una tale meraviglia. All’improvviso vidi una donna minuta in abito bianco. Era alta non più di sessanta centimetri e stava dietro alla fontana con un’altra donna più alta, vestita allo steso modo. Entrambe erano piene di luce. L’altra donna stava in disparte ad osservare, forse per proteggere la donna minuta. Quando la guardai, quest’ultima si girò verso di me e mi fissò negli occhi. Sentii un’energia d’amore ancora più forte, come se me le stesse inviando. Anche come versione evoluta di me stesso, mi resi conto di non aver mai provato niente del genere prima di allora. La sensazione di pienezza e d’amore si amplificò in maniera esponenziale, e pensai tra me e me: ”Wow! Esiste persino più amore di quello che stavo provando qualche istante fa? Non era un amore romantico. Era una maggiore quantità di quell’energia inebriante ed elettrizzante e veniva risvegliata da dentro di me. La donna minuta stava prendendo atto che c’era ancora più amore dentro di me; Sapevo che lei era più evoluta di me Quando avvertii quell’elettricità, recepii anche il messaggio di guardare verso la finestra della cucina, e subito mi ricordai che ero lì. Mi girai e guardai verso la cucina dove il mio io presente, qualche ora prima di sedersi sul divano a rilassarsi, era occupato a lavare i piatti. Dal cortile sorrisi. Ero così innamorato di lui. Vedevo la sua sincerità, le sue difficoltà, la sua passione, il suo amore, la sua mente occupata come sempre, e tra le altre cose scorsi un po’ del suo futuro. Come bravo genitore, ero fiero di lui e provavo ammirazione per la persona che era in quel momento. Mentre sentivo quell’intensa energia crescere dentro di m, lo vidi smettere all’improvviso di lavare i piatti e guardare fuori dalla finestra verso il cortile. Ancora nei panni del mio io futuro, riuscii a ricordare quel momento come il mio presente, e mi ricordai che in effetti mi ero fermato e avevo guardato fuori in quell’istante, perché avevo provato un’improvvisa sensazione d’amore nel petto e sentivo di essere osservato, o che c’era qualcuno là fuori. Poi ricordai che mentre stavo lavando un bicchiere, mi ero sporto in avanti e avevo guardato fuori nel buio per qualche minuto prima di tornare alla mia occupazione. Il mio io futuro stava facendo al mio io presente ciò che la bella signora luminosa aveva fatto a me qualche istante prima. Adesso capivo perché lei era lì. Ancora una volta c, come quando avevo visto il bambino nella scena precedente, l’amore che il mio io futuro provava per il mio io presente in qualche modo mi connetteva al mio futuro. Il mio io futuro era lì per chiamare il mio presente a quel futuro, e sapevo che era l’amore a rendere possibile quel legame. La versione evoluta di me stesso aveva un grande senso di consapevolezza. Il paradosso è che erano tutti me che vivevano allo steso momento. In effetti, c’è un numero infinito di me, non solo uno nel passato. Uno nel presente e uno nel futuro. Ci sono molti altri possibili me nel regno dell’infinito, e non c’è un solo infinito ma molteplici infiniti. E tutto questo accade nell’eterno presente. Quando ritornai alla realtà fisica che conosciamo, che sembra poca cosa rispetto al mondo dimensionale in cui ero appena stato, il mio pensiero fu: “La mia visione della realtà è così limitata!”. Quell’esperienza interiore mi fornì un grande senso di chiarezza e la comprensione che le mie convinzioni (ossia ciò che pensavo di sapere sulla vita, Dio, me stesso, il tempo, lo spazio, e ciò che è possibile sperimentare in questo regno infinito) erano molto limitate, e non lo avevo capito fino a quel momento. Ero come un bambino che sapeva ben poco di quella cosa che si chiama realtà

Per la prima volta nella mia vita, senza paura o ansia compresi cosa significasse l’espressione “l’ignoto”. E sapevo che non sarei più stato la stessa persona.