«Ci sarò» è una frase breve. Ma chi la ascolta può costruirci intorno un’attesa intera.
Può tenere libera una sera. Rimandare una decisione. Prepararsi a raccontare qualcosa che non ha ancora detto a nessuno. Una promessa entra nella vita degli altri prima ancora di essere mantenuta: occupa un posto, modifica un programma, accende una possibilità.
Per questo le frasi sulle promesse non mantenute non parlano soltanto di delusione. Parlano della distanza tra la leggerezza con cui pronunciamo certe parole e il peso con cui qualcuno le custodisce.
Non ogni promessa disattesa nasce da una mancanza di interesse. Esistono imprevisti, errori di valutazione, giornate che prendono una direzione diversa. Ma c’è una differenza tra non riuscire a esserci e lasciare che una persona continui ad aspettare senza dirle niente.
«Non posso più venire» può dispiacere. «Avrei dovuto avvisarti» può arrivare tardi. Eppure sono parole che riconoscono l’esistenza dell’altro. Non lo lasciano davanti a una porta, a chiedersi se deve ancora aspettare.
La sincerità nelle relazioni si vede anche qui: nella disponibilità a correggere una promessa quando ci accorgiamo di non poterla rispettare. Senza sparire. Senza trasformare una richiesta di chiarezza in un’accusa di essere troppo esigenti.
A volte sarebbe più onesto dire «non lo so» invece di «sicuramente». «Vorrei, ma non posso garantirlo» invece di «contaci». Non sono frasi meno affettuose. Sono parole che non spendono una certezza che ancora non possediamo.
E anche chi aspetta può arrivare a una frase diversa: «Per organizzarmi, ho bisogno di una risposta». Non per punire, non per mettere alla prova, ma perché la propria vita non può restare indefinitamente appesa alla disponibilità altrui.
Le promesse non mantenute diventano particolarmente amare quando vengono sostituite da altre promesse, sempre più belle, sempre meno concrete. A quel punto non manca una nuova spiegazione. Manca un gesto che dia finalmente consistenza alle parole.
«Una promessa non dovrebbe chiedere a chi aspetta di fare anche la parte di chi mantiene.»
Prima di dire «ci sarò», fermiamoci un momento. Pensiamo al posto che quella frase prenderà nella giornata di qualcuno.
Perché una parola data non è soltanto qualcosa che abbiamo pronunciato. È qualcosa che un’altra persona potrebbe aver creduto.
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