“Il prezzo lo trovi su un cartellino. Il valore, qualche volta, in un cassetto.”
Una tazza sbeccata, un quaderno con poche pagine scritte, una tovaglia che non useresti per gli ospiti. Oggetti qualunque, se a guardarli è qualcuno che non conosce la loro storia.
Eppure, proprio quella tazza era sul tavolo di tante colazioni. Quel quaderno conserva una calligrafia che riconosceresti tra mille. Quella tovaglia ha accompagnato pranzi di cui ricordi ancora le voci.
Il valore delle cose non coincide sempre con quanto le abbiamo pagate. A volte nasce dall’uso, dalle mani che le hanno toccate, dal posto che hanno occupato nelle nostre giornate.
Non occorre conservare tutto. Ma nemmeno giustificare ogni piccolo oggetto che scegliamo di tenere.
Certi ricordi hanno bisogno soltanto di un posto dove appoggiarsi.
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