C’è una voce che non sempre si sente dall’esterno, ma che può condizionare ogni decisione.
È quella che arriva quando stai per iniziare qualcosa di nuovo e ti sussurra che non sei abbastanza preparata. Quella che trasforma un piccolo errore nella prova che hai sbagliato tutto. Quella che ti mostra ogni possibile fallimento, ma sembra dimenticare tutte le volte in cui sei riuscita a superare una difficoltà.
Il problema non è avere dubbi.
Il problema nasce quando cominci a trattare ogni dubbio come una verità.
Ti convinci che non sei capace, che non è il momento giusto, che gli altri siano più preparati di te. E, senza accorgertene, cominci a chiudere porte che non hai nemmeno provato ad aprire.
Ma chi ha stabilito che devi essere già esperta prima di iniziare?
Chi ha deciso che un errore debba definire tutto ciò che sei?
E soprattutto, perché concedi ai tuoi timori il potere di giudicare possibilità che non hai ancora esplorato?
Non puoi scoprire fin dove puoi arrivare se continui a fermarti davanti alla porta della paura.
Non significa buttarti a occhi chiusi in ogni situazione. Significa imparare a distinguere un rischio concreto da una sconfitta che hai soltanto immaginato.
Significa raccogliere informazioni, prepararti, fare un tentativo e verificare ciò che accade realmente.
Non devi convincerti di essere capace di tutto. Devi concederti la possibilità di scoprire ciò che sai fare, ciò che puoi imparare e ciò che richiede ancora esperienza.
La differenza è enorme.
Una persona che si giudica continuamente cerca prove di non essere all’altezza. Una persona che vuole costruire qualcosa cerca invece il prossimo passo utile.
La prima rimane davanti alla porta, aspettando di sentirsi diversa.
La seconda la apre e scopre cosa c’è dall’altra parte.
E tu?
Quante altre porte vuoi lasciare chiuse soltanto perché hai paura di quello che potresti trovare?
Non devi vincere ogni dubbio oggi.
Devi soltanto smettere di obbedire automaticamente a tutti.
Non sei obbligata a credere a ogni pensiero che ti scoraggia. Puoi scegliere di verificare, provare e costruire la tua strada.
Parole che Restano — Paola Fendoni